Eugene Onegin

Trama

L'azione si svolge a San Pietroburgo e nella campagna russa, intorno al 1820.

 

Atto I

Scena prima Il giardino della residenza di campagna di Larina. La vedova Larina si intrattiene a parlare con la balia Filipp'evna. Il canto delle figlie Olga e Tat'jana, che le giunge alle orecchie, le ricorda i tempi della sua giovinezza. Irrompe un gruppo di contadini che festeggia la mietitura con canti e danze. Olga si unisce alla baldoria, mentre Tat'jana se ne sta in disparte. Viene annunziata la visita del vicino Lenskij, aspirante alla mano di Olga, accompagnato dall'amico Evgenij Onegin, giunto da San Pietroburgo. La figura distinta del nuovo ospite incuriosisce Tat'jana.

Scena seconda Camera da letto di Tat'jana. La ragazza è nervosa e la balia, che ne nota lo strano comportamento, le augura la buona notte. Invece di andare a letto, Tat'jana scrive una lettera a Onegin e la mattina dopo chiede a Filipp'evna di consegnargliela.

Scena terza Giardino della casa di Larina. Alcune serve raccolgono fragole e cantano spensierate, mentre Tat'jana aspetta struggendosi la risposta di Onegin. L'uomo si reca all'appuntamento, ma si dimostra distaccato anche se molto cortese: le dice di non pensare al matrimonio e di non volersi impegnare. Tat'jana ne resta molto scossa e non riesce a rispondere.

 

Atto II

Scena prima Salone da ballo in casa di Larina. Nel corso di una festa per l'onomastico di Tat'jana, Onegin annoiato fa ingelosire l'amico Lenskij ballando spesso con Olga, mentre il maestro di francese Triquet declama una poesia in onore di Tat'jana. Alla fine della festa, quando Onegin insiste per ballare ancora con Olga, si accende una disputa fra i due amici. Lenskij, in preda all'ira, accusa Onegin di essere una persona immorale e lo sfida. I due vengono separati dagli astanti ma ormai è inevitabile un duello.

Scena seconda Le rive di un ruscello boscoso, di mattina presto. Lenskij arriva per primo sul luogo del duello, accompagnato dal suo padrino Zareckij. In attesa dell'arrivo del suo contendente, contempla la campagna innevata e rivolge un pensiero ad Olga che forse non rivedrà mai più. Onegin arriva accompagnato dal suo servo Guillot, suscitando l'indignazione di Zareckij. I due contendenti sono esitanti, essendo stati buoni amici fino al giorno prima, ma nessuno ha il coraggio di sottrarsi alla prova. I due padrini caricano le pistole ed al primo colpo Lenskij cade a terra morto.

 

Atto III

Scena prima Salone delle feste di un palazzo a San Pietroburgo. Sono passati tre anni. Onegin se ne sta da solo non essendosi ancora ripreso dal rimorso per l'uccisione di Lenskij, nonostante abbia molto viaggiato per allontanare il ricordo. Il principe Gremin, padrone di casa, fa il suo ingresso con la moglie, che altri non è se non Tat'jana, e la presenta allo stupefatto Onegin. La donna non mostra alcuna reazione al vedere l'uomo del quale si era invaghita alcuni anni prima, ma scambia alcune frasi con lui. Quindi si allontana al braccio del marito dicendogli di sentirsi stanca. Onegin rimane molto turbato dall'incontro e sente di essere innamorato della donna che un tempo aveva rifiutato.

Scena seconda Salotto della dimora del principe Gremin. Tat'jana legge una lettera di Onegin e piange ricordando il passato. Improvvisamente Onegin entra e si getta ai suoi piedi, ma ella gli rimprovera di interessarsi a lei ora che è diventata una persona ricca e importante. Onegin le dichiara che il suo amore è sincero e Tatiana, pur essendo ancora innamorata di lui, lo congeda definitivamente decisa a rimanere fedele al marito e se ne va lasciandolo solo.

Programma e cast

Musica Pëtr Il'ič Čajkovskij


Scene liriche in tre atti
Libretto del compositore e di K.S. Shilovsky, dopo il romanzo in versi di Aleksandr Pushkin

 
Prima rappresentazione, Teatro Malïy, Studenti del Conservatorio di Mosca, 29 marzo 1879
Direttore d'orchestra James Conlon
Direttore Robert Carsen


CORO MASTER Roberto Gabbiani
DESIGNER SET AND COSTUME DESIGNER Michael Levine
DESIGNER ILLUMINAZIONE Jean Kalman


GETTO


Irida Dragoti*.

TATYANA: Maria Baiankina

OLGA: Yulia Matochkina

Anna Victorova: Anna Victorova

EUGENE ONEGIN: Markus Werba

LENSKY: Saimir Pirgu

John Relyea.

Andrii Ganchuk.

E' UN PO' TROPPO TARDI:  Andrea Giovannini


* dopo il progetto "Fabbrica" Programma Giovani Artisti del Teatro dell'Opera di Roma.


Orchestra e Coro del Teatro dell'Opera di Roma


Una produzione della Canadian Opera Company
Prima produzione del Metropolitan Opera di New York City


Cantata in russo con sottotitoli in italiano e inglese

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Febbraio 2020
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Teatro dell'Opera - Teatro Costanzi

Il Teatro dell'Opera, per il periodo compreso tra la sua edificazione (1879), voluta da Domenico Costanzi (1810-1898), e il 1926, anno in cui il teatro fu acquistato dall'allora Governatore di Roma, portò il nome del suo costruttore.

 

Domenico Costanzi, impresario edile, ne affidò la realizzazione all’architetto milanese Achille Sfondrini (1836-1900), specializzato nella costruzione e nel restauro di teatri. Edificato in diciotto mesi sull'area anticamente occupata dalla villa di Eliogabalo, fu inaugurato il 27 novembre 1880 con l'opera Semiramide di G. Rossini, diretta dal maestro Giovanni Rossi, alla presenza dei sovrani d'Italia.
Sfondrini progettò il teatro privilegiando soprattutto il risultato acustico e concependo la struttura interna come una "cassa armonica"; la forma a ferro di cavallo ne è una delle prove più evidenti.


In origine il teatro, in grado di accogliere 2212 spettatori, disponeva di tre ordini di palchi, di un anfiteatro e di una galleria, il tutto sormontato dalla cupola, di pregevole fattura, affrescata da Annibale Brugnoli.
Costanzi, che vi aveva investito quasi tutto il proprio patrimonio, conseguentemente al perentorio rifiuto, da parte dell’Amministrazione Comunale, di comprare il Teatro, fu obbligato a diventarne il diretto gestore; pur costretto ad affrontare vari problemi di natura economica, sotto la sua direzione "impresariale", il Teatro ospitò «prime assolute» di opere, quali Cavalleria Rusticana (17 maggio 1890) e L'Amico Fritz di P. Mascagni (31 ottobre 1891), poi diventate famosissime.


Dopo un breve periodo, sotto la direzione del figlio di Costanzi, Enrico, al quale va riconosciuto il merito di aver contribuito alla realizzazione di altre grandi "prime", come Tosca di G. Puccini (14 gennaio 1900) e Le Maschere (17 gennaio 1901), La conduzione amministrativa del Teatro Costanzi fu rilevata nel 1907 dall'impresario Walter Mocchi (1870-1955), per conto della Società Teatrale Internazionale e Nazionale (STIN).
Nel 1912 Emma Carelli (1877-1928), moglie di Mocchi, divenne direttrice e responsabile della nuova «Impresa Costanzi», così ribattezzata dopo varie trasformazioni di ordine societario. Con l'acquisizione del Costanzi da parte del Comune di Roma, il teatro diventò "Teatro Reale dell'Opera" e ne fu disposta una parziale ristrutturazione, affidata all'architetto Marcello Piacentini. Chiuso, il 15 novembre 1926, fu nuovamente inaugurato il 27 febbraio 1928 con l'opera Nerone di A. Boito, diretta dal maestro Gino Marinuzzi.


Con l’avvento della Repubblica, acquisita l' attuale denominazione di "Teatro dell’Opera", l’edificio nel 1958 subì, per volontà dell' Amministrazione Comunale, un'ulteriore ristrutturazione e ammodernamento.
Nel corso di oltre un secolo di vita, il Teatro dell'Opera ha visto aumentare sempre più il proprio prestigio anche in campo internazionale. Nelle numerose stagioni si sono succeduti interpreti di fama mondiale, da Caruso a Gigli, Šalljaplin, Pertile, Lauri Volpi, dalla Muzio alla Caniglia, Maria Callas, Renata Tebaldi, Montserrat Caballé, Marilyn Horne, Raina Kabaivanska; da Del Monaco a Corelli, Giuseppe Di Stefano, Tito Gobbi, Alfredo Kraus fino a Raimondi, Carreras, Domingo, Pavarotti.


E direttori illustri quali Eric Kleiber, Klemperer, Toscanini, De Sabata, Marinuzzi, Gui, Serafin, Von Karajan, Gavazzeni, Solti, Abbado, Prêtre, Mehta, Maazel, Rostropovich, Patanè, Sinopoli, Sawallisch, Sanzogno, Gelmetti e dal 2008 il Maestro Riccardo Muti.

 

Come raggiungere il Teatro dell'Opera

Piazza Beniamino Gigli, 7

 

METRO
Linea A - fermata REPUBBLICA TEATRO DELL'OPERA

AUTOBUS
Via Nazionale - H, 40, 60, 64, 70, 71, 170, 116T
Via Depretis - 70, 71
Via Cavour - 16, 75, 84, 150 (festivo), 360, 590, 649, 714
Stazione Termini - 16, 38, 75, 86, 90, 217, 310, 360, 649, 714

Punto TAXI
Telefono - 06.3570

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