La carriera di un libertino

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Ottobre 2020
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Trama

 

L'azione si svolge in inghilterra nel XVIII secolo.

 

Atto primo. Tom Rakewell, giovanotto scapestrato, amoreggia con Anne nel giardino della casa del padre di lei Trulove. Questi offre al giovane un lavoro da contabile che Tom rifiuta perché non ha alcuna voglia di lavorare e desidera solo diventare ricco. All'improvviso appare uno sconosciuto, Nick Shadow, che annuncia a Tom la morte di uno zio che lo ha lasciato erede di un cospicuo patrimonio. Il giovane assume Nick e si stabilisce a Londra. Nella grande città il giovane, incitato da Shadow, si abbandona ad una esistenza dissoluta nel bordello di Mother Goose. Anne, intanto, decide di raggiungere il fidanzato a Londra.

 

Atto secondo. Tom, annoiato ormai dai piaceri e dai vizi, suggestionato da Shadow, si lascia convincere a sposare Baba la turca, la donna barbuta del circo; soltanto così, gli dice l'amico, agendo in piena libertà, potrà essere felice. Anne incontra Tom mentre egli rientra a casa in portantina insieme a Baba che, acclamata dalla folla, mostra la lunga barba nera. Il giovane confessa alla stupefatta Anne che quella è la sua sposa. Dopo poco tempo Tom inizia a non sopportare più la moglie petulante e arrogante e, stanco della sua vita inutile, vuole fare del bene alla gente con una macchina che trasforma le pietre in pane.

 

Atto terzo. L'impresa si rivela un fallimento e Tom perde tutti i suoi averi che vengono messi all'asta compresa Baba. Shadow, come Mefistofele, in base ad un patto stipulato con Tom, pretende da lui l'anima, ma gli dà un'ultima possibilità di salvarsi con una partita a carte. Tom, grazie al suo amore per Anne, riesce a sconfiggere Shadow che sprofonda tra le fiamme portando però con sé la ragione del giovane. In manicomio, Tom, fuori di senno, si crede Adone, scambia Anne per Venere e le chiede perdono. Quando Trulove sopraggiunge e porta via la figlia, Tom, non trovandola più, muore con il cuore spezzato. Il sipario si chiude sulla morale finale: " tra gli uomini il diavolo trova sempre lavoro da fare".

Programma e cast

Musica: Igor' Stravinskij


Una favola lirica in tre atti
Libretto di W. H. Auden e Chester Kallman

 

Prima rappresentazione, Teatro La Fenice di Venezia, 11 settembre 1951
Direttore d'orchestra: Daniele Gatti
Direttore: Graham Vick


GETTO


E' VERO: Stephen Richardson
# Chen Reiss # # # Chen Reiss #
Juan Francisco Gatell.
Markus Werba.
MADRE OCA: Susan Bickley
BABA THE TURK: Adriana Di Paola
Vendere: Paul Nilon
 

Orchestra e Coro del Teatro dell'Opera di Roma

 

Nuova produzione

Cantata in inglese con sottotitoli in italiano e inglese

Teatro dell'Opera - Teatro Costanzi

Il Teatro dell'Opera, per il periodo compreso tra la sua edificazione (1879), voluta da Domenico Costanzi (1810-1898), e il 1926, anno in cui il teatro fu acquistato dall'allora Governatore di Roma, portò il nome del suo costruttore.

 

Domenico Costanzi, impresario edile, ne affidò la realizzazione all’architetto milanese Achille Sfondrini (1836-1900), specializzato nella costruzione e nel restauro di teatri. Edificato in diciotto mesi sull'area anticamente occupata dalla villa di Eliogabalo, fu inaugurato il 27 novembre 1880 con l'opera Semiramide di G. Rossini, diretta dal maestro Giovanni Rossi, alla presenza dei sovrani d'Italia.
Sfondrini progettò il teatro privilegiando soprattutto il risultato acustico e concependo la struttura interna come una "cassa armonica"; la forma a ferro di cavallo ne è una delle prove più evidenti.


In origine il teatro, in grado di accogliere 2212 spettatori, disponeva di tre ordini di palchi, di un anfiteatro e di una galleria, il tutto sormontato dalla cupola, di pregevole fattura, affrescata da Annibale Brugnoli.
Costanzi, che vi aveva investito quasi tutto il proprio patrimonio, conseguentemente al perentorio rifiuto, da parte dell’Amministrazione Comunale, di comprare il Teatro, fu obbligato a diventarne il diretto gestore; pur costretto ad affrontare vari problemi di natura economica, sotto la sua direzione "impresariale", il Teatro ospitò «prime assolute» di opere, quali Cavalleria Rusticana (17 maggio 1890) e L'Amico Fritz di P. Mascagni (31 ottobre 1891), poi diventate famosissime.


Dopo un breve periodo, sotto la direzione del figlio di Costanzi, Enrico, al quale va riconosciuto il merito di aver contribuito alla realizzazione di altre grandi "prime", come Tosca di G. Puccini (14 gennaio 1900) e Le Maschere (17 gennaio 1901), La conduzione amministrativa del Teatro Costanzi fu rilevata nel 1907 dall'impresario Walter Mocchi (1870-1955), per conto della Società Teatrale Internazionale e Nazionale (STIN).
Nel 1912 Emma Carelli (1877-1928), moglie di Mocchi, divenne direttrice e responsabile della nuova «Impresa Costanzi», così ribattezzata dopo varie trasformazioni di ordine societario. Con l'acquisizione del Costanzi da parte del Comune di Roma, il teatro diventò "Teatro Reale dell'Opera" e ne fu disposta una parziale ristrutturazione, affidata all'architetto Marcello Piacentini. Chiuso, il 15 novembre 1926, fu nuovamente inaugurato il 27 febbraio 1928 con l'opera Nerone di A. Boito, diretta dal maestro Gino Marinuzzi.


Con l’avvento della Repubblica, acquisita l' attuale denominazione di "Teatro dell’Opera", l’edificio nel 1958 subì, per volontà dell' Amministrazione Comunale, un'ulteriore ristrutturazione e ammodernamento.
Nel corso di oltre un secolo di vita, il Teatro dell'Opera ha visto aumentare sempre più il proprio prestigio anche in campo internazionale. Nelle numerose stagioni si sono succeduti interpreti di fama mondiale, da Caruso a Gigli, Šalljaplin, Pertile, Lauri Volpi, dalla Muzio alla Caniglia, Maria Callas, Renata Tebaldi, Montserrat Caballé, Marilyn Horne, Raina Kabaivanska; da Del Monaco a Corelli, Giuseppe Di Stefano, Tito Gobbi, Alfredo Kraus fino a Raimondi, Carreras, Domingo, Pavarotti.


E direttori illustri quali Eric Kleiber, Klemperer, Toscanini, De Sabata, Marinuzzi, Gui, Serafin, Von Karajan, Gavazzeni, Solti, Abbado, Prêtre, Mehta, Maazel, Rostropovich, Patanè, Sinopoli, Sawallisch, Sanzogno, Gelmetti e dal 2008 il Maestro Riccardo Muti.

 

Come raggiungere il Teatro dell'Opera

Piazza Beniamino Gigli, 7

 

METRO
Linea A - fermata REPUBBLICA TEATRO DELL'OPERA

AUTOBUS
Via Nazionale - H, 40, 60, 64, 70, 71, 170, 116T
Via Depretis - 70, 71
Via Cavour - 16, 75, 84, 150 (festivo), 360, 590, 649, 714
Stazione Termini - 16, 38, 75, 86, 90, 217, 310, 360, 649, 714

Punto TAXI
Telefono - 06.3570

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